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Abyssum di Annamaria Farricelli

  • Immagine del redattore: Alessandra Maltoni
    Alessandra Maltoni
  • 13 mag 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Il Cuscino di Stelle, 2025 - Una raccolta che si presenta come un susseguirsi di frammenti di vita, di istanti catturati e trasfigurati in versi, e che conduce il lettore in un’esplorazione degli abissi dell’anima, dove il silenzio è un’illusione e il sentire vibra costantemente.


Don't look for silence here, it doesn't exist: the sea is the soul of the world and is never silent.


Queste parole, che accolgono il lettore sul retro copertina di Abyssum, edito da Il Cuscino delle Stelle nel 2025, fungono da chiave d’accesso a un universo poetico denso di emozioni e riflessioni profonde. In sole 53 pagine, Annamaria Farricelli conduce il lettore in un viaggio interiore, un’esplorazione degli abissi dell’anima dove il silenzio è un’illusione e il sentire vibra costantemente.

La raccolta si presenta come un susseguirsi di frammenti di vita, di istanti catturati e trasfigurati in versi che spesso lasciano un segno indelebile. Le due poesie che mi hanno particolarmente coinvolto, "Amarcord" e "Lungomare", ne sono una vivida testimonianza.In "Amarcord" (pagina 6), il verso "ho viaggiato nel treno della vita" introduce immediatamente a una dimensione di ricordo e di transitorietà. L’affermazione successiva che mi ha colpita, "ritorna un passato a ricordarci che niente è per sempre", risuona con una malinconica consapevolezza del fluire del tempo e dell’impermanenza delle cose. La poesia si fa eco di una nostalgia che non è sterile rimpianto, ma piuttosto una constatazione della ciclicità dell’esistenza."Lungomare" (pagina 40), con la sua ambivalente relazione con il luogo descritto ("l’amavo e l’odiavo / quel lungomare"), svela una complessità emotiva più aspra. Il lungomare diviene metafora di una forza che attrae e respinge, che toglie il respiro e al contempo imprigiona i sogni. Questa dualità suggerisce una lotta interiore, un conflitto tra il desiderio di libertà e le catene invisibili che ci legano a determinate esperienze o sentimenti.L’assenza di una firma nella prefazione lascia spazio a una lettura più intima e diretta delle poesie, quasi come se le parole emergessero direttamente dal cuore dell’autrice, senza filtri o mediazioni esterne. Questo contribuisce a creare un’atmosfera di autenticità e vulnerabilità.Nel complesso, Abyssum si configura come una raccolta che invita all’introspezione. Attraverso un linguaggio evocativo e immagini potenti, Annamaria Farricelli tocca corde profonde dell’animo umano, parlando di memoria, di desiderio, di perdita e della costante, ineludibile presenza del "mare" interiore, quell’oceano di emozioni che non tace mai. Se queste due poesie mi hanno particolarmente colpito, è probabile che l’intera raccolta sia in grado di offrire ulteriori spunti di riflessione e momenti di intensa connessione emotiva.




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